Cronache di controllo sociale

Ladri incastrati grazie ad iCloud, due denunciati

Posted: Aprile 16th, 2014 | Author: | Filed under: Calabria, iCloud, Servizi | Tags: | Commenti disabilitati su Ladri incastrati grazie ad iCloud, due denunciati

Poco preparati in fatto di tecnologia, non si sono accorti che le foto che si scattavano con l’iPhone 5s rubato venivano di volta in volta postate sul profilo iCloud della legittima proprietaria. Risultato? La donna con le foto dei ladri si è presentata ai Carabinieri di San Polo, che hanno quindi rintracciato i ladri in una coppia di Bologna a cui l’altra mattina hanno fatto “visita” rinvenendo e restituendo alla derubata lo smrtphone che le era stato sottratto.

Con l’accusa di furto aggravato i Carabinieri di San Polo hanno quindi denunciato alla Procura reggiana 28enne operaio di a Bologna, autore del furto, e per ricettazione la moglie 24enne abitante sempre a Bologna risultata l’utilizzatrice del telefono, trovato nella casa della coppia durante una perquizione.

L’origine della vicenda a fine del mese di novembre dello scorso anno nei pressi degli impianti sportivi del comune di Rubiera dove la vittima, una 65enne reggiana, attendeva, chiusa a chiave in macchina, che il nipotino finisse l’attività sportiva.

Al termine la donna era uscita dalla macchina allontanandosi di meno di un metro. Il 28enne operaio per diversi minuti aveva atteso in ginocchio il momento opportuno, accanto allo sportello anteriore destro. Poi ha aperto la portiera e si è impossessato di una borsa Luis Vuitton, contenente effetti personali vari, un borsellino Prada, un IPhone5s appena acquistato, per un valore di circa quattromila euro allontanandosi a piedi, tranquillamente, nonostante le urla della vittima che l’aveva scoperto e che lo vedeva raggiungere una macchina a bordo della quale si dileguava.

La derubata denunciava il furto ai Carabinieri di San Polo dove vive, che immediatamente hanno richiesto l’acquisizione dei tabulati telefonici. In attesa delle indagini tecniche sul nuovo telefono della vittima, tramite servizio iCloud, iniziavano a giungere delle foto di un uomo e una donna fatte dal telefono rubato e tra queste la vittima riconosceva l’autore materiale del furto.

fonte: http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2014/02/09/news/ladri-incastrati-grazie-ad-icloud-due-denunciati-1.8633241


La Sestina » Cronache » Crotone, arrestato per mafia. Su Facebook era Scarface

Posted: Luglio 26th, 2013 | Author: | Filed under: Calabria, Facebook, Mafia | Commenti disabilitati su La Sestina » Cronache » Crotone, arrestato per mafia. Su Facebook era Scarface

La Sestina » Cronache » Crotone, arrestato Pasquale Manfredi. Su Facebook era Scarface.

Come Al Pacino nel film di Brian de Palma. Sul social network Facebook si faceva chiamare Scarface. E gli investigatori lo hanno preso proprio grazie a Internet. In manette Pasquale Manfredi, 33 anni, uno dei boss di Isola Capo Rizzuto (Crotone), sorpreso in casa. Nel curriculum anche la frequenza di una scuola di guerra.
Tradito da una chiavetta usata per collegarsi al web: aggiornava il suo profilo su Facebook e prendeva contatti per il lavoro. Così gli uomini della mobile e della scientifica di Crotone sono riusciti a intercettare il boss della cosca Nicosia-Manfredi e a capire dove si trovava. Gli davano la caccia da giorni, sapevano che non si era mai spostato dal paese sulla costa jonica calabrese. Lo hanno arrestato verso le tre della notte di martedì 16, bloccato mentre tentava di scappare sul tetto del palazzo in cui abitava. Tre piani, in via Kennedy. Il suo appartamento si trova al secondo. Fallita la fuga, si è arreso subito ai poliziotti.
Manfredi era ricercato dal novembre del 2009, quando era riuscito a sfuggire all’arresto nell’operazione “Pandora” della polizia. Un  pezzo da novanta della ‘ndrangheta calabrese: era inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi.
Secondo gli inquirenti, “è un sicario freddo e crudele”. Le accuse a vario titolo: associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico illegale di armi e omicidio. Il boss sarebbe stato il responsabile della morte di Carmine Arena, il capo della ‘ndrina rivale, ucciso il 2 ottobre del 2004 a Isola Capo Rizzuto con un bazooka. E di Pasquale Tipaldi, 50 anni, ammazzato a fucilate a Natale dell’anno dopo. Gli investigatori hanno scoperto che il boss crotonese ha preso confidenza con l’artiglieria pesante alle lezioni di una scuola di guerra a Pavia. Esercitazioni con mitragliatori e bombe a mano a spese della cosca, per un anno. Professione killer. Nulla da invidiare ad Al Pacino in Scarface.


Reggio: operazione Whatsapp, arrestati sei giovanissimi per rapina – Reggio Calabria

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Calabria, Proibizionismo, WhatsApp | Commenti disabilitati su Reggio: operazione Whatsapp, arrestati sei giovanissimi per rapina – Reggio Calabria

Reggio: operazione Whatsapp, arrestati sei giovanissimi per rapina – Reggio Calabria.

I tre giovani sono accusati di tre rapine aggravate in danno di prostitute sudamericane. A smascherare la banda, la foto profilo su Whatsapp

I Carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato sei giovanissimi, tra cui alcuni minorenni, accusati di tre rapine aggravate in danno di prostitute sudamericane, commesse nella città dello Stretto tra Febbraio e Marzo di quest’anno.

 

Questa mattina le manette sono scattate ai polsi di Giuseppe Rodà, 19 anni; Giorgio Puntorieri, pure 19enne, Giuseppe Papasergio, di 20; Benito Marra Mentola, 19 anni, Alfonso Molinetti, 18enne, all’epoca dei fatti minorenne. Il sesto appartenente al gruppo è un 17enne, R.A., raggiunto dalla misura di custodia nel carcere minorile di Potenza dove si trovava già ristretto perchè ritenuto responsabile di un’altra rapina in abitazione.

 

Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo aver individuato le vittime tramite annunci pubblicati sul web, uno dei rapinatori si fingeva cliente e si presentava nell’abitazione delle malcapitate. Il finto cliente le minacciava con una pistola e consentiva l’ingresso dei complici. Dopo aver legato e immobilizzato le vittime, frugavano in tutta la casa alla ricerca di soldi, preziosi o telefoni cellulari. Prima di uscire si premuravano sempre di minacciare pesantemente le vittime impedendo loro così di chiamare subito i soccorsi. In una circostanza una delle vittime è stata colpita con il calcio della pistola.

 

La sfrontatezza dei giovani rapinatori era tale da farli agire a volto scoperto e anche in abitazioni che avevano frequentato in precedenza come clienti delle escort poi rapinate. Proprio la collaborazione delle vittime ha consentito ai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia cittadina di individuare il gruppo e mettere fine alle scorribande del branco.

 

È stata proprio quella tecnologia tanto amata dai giovani e utilizzata dagli autori dei reati a consentirne l’identificazione: uno dei rapinatori ha contattato una delle vittime per fissare un appuntamento, dopo la rapina la donna ha inserito quel numero a lei sconosciuto nella sua rubrica e subito una delle applicazioni più in voga al momento, “Whatsapp”, a quel numero ha abbinato una foto. La ragazza ha riconosciuto in quella foto uno degli autori della rapina. I carabinieri hanno iniziato una rapida attività investigativa, fatta di intercettazioni, analisi dei tabulati telefonici, controllo dei profili dei social network più diffusi e appostamenti, consentendo ai militari, nel giro di pochi giorni, di identificare gli autori delle rapine.

 

Le indagini sono state dirette e coordinate dalle Procure della Repubblica Ordinaria e dei Minori di Reggio Calabria.