Cronache di controllo sociale

Arrestato per mafia a Palermo, sul suo profilo facebook spunta una foto con Miccoli – Lecce News 24

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Mafia, Sicilia | Commenti disabilitati su Arrestato per mafia a Palermo, sul suo profilo facebook spunta una foto con Miccoli – Lecce News 24

Arrestato per mafia a Palermo, sul suo profilo facebook spunta una foto con Miccoli – Lecce News 24

Nuove grane per l’ex capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, nei giorni scorsi al centro dell’attenzione per una frase in cui definiva il giudice Falcone “un fango”. Spuntano su facebook delle foto insieme con Giacomo Pampillonia uno dei 24 arrestati all’alba di oggi nell’operazione antimafia che ha smantellato il clan di Porta nuova

Una foto su facebook, una come tante altre, con un ospite d’eccezione: Fabrizio Miccoli. Per un tifoso qualunque lo scatto un tempo sarebbe stato motivo di orgoglio da condividere con gli amici sul social network. Nulla di strano, dunque, se non fosse che il profilo in questione è quello di Giacomo Pampillonia, 27 enne, nome balzato agli onori della cronaca per essere uno dei 24 arrestati nell’operazione Alexander, che di fatto ha smantellato il clan di Porta Nuova.

«A casa mia con Miccoli» è il titolo dell’album pubblico aggiornato più di un anno fa che riaccende le polemiche dopo le frequentazioni dell’ormai ex capitano rosanero con Lauricella Jr, figlio di Antonio meglio conosciuto come “U Scintilluni”, arrestato nel settembre 2011 dopo un periodo di latitanza. Il numero 10 della squadra palermitana era stato criticato anche e soprattutto per una frase catturata durante una conversazione telefonica in cui definiva il Giudice Falcone «un fango». Un’intercettazione shock che lo aveva spinto a chiedere scusa durante una conferenza stampa e che glie era costata la revoca della cittadinanza onoraria di Corleone. «Avendo parlato del giudice Giovanni Falcone nei termini che abbiamo letto sui giornali era il minimo che si potesse fare» ha detto il sindaco Leoluchina Savona.


Messina, esami facili: sei arresti

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Corruzione, Facebook, Sicilia | Commenti disabilitati su Messina, esami facili: sei arresti

Messina, esami facili: sei arresti – Cronaca – Tgcom24.

12:40 – La direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito ordinanze cautelare nei confronti di sei persone indagate nell’ambito di un’inchiesta su esami facili all’università di Messina. La Dia ritiene di avere scoperto un’organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e agli esami universitari. Ai vertici del gruppo ci sarebbe un calabrese ritenuto legato a esponenti della ‘ndrangheta locale.

Gli arrestati nell’operazione ”Campus” della Dia a Messina sono: Antonio Domenico Montagnese, 50 anni, che era stato indagato nell’ambito dell’operazione denominata ”Panta Rei” condotta nel contesto delle indagini svolte sull’omicidio del prof. Matteo Bottari, Marcello Caratozzolo, di 47, docente di Statistica e matematica nell’ateneo messinese, Santo Rando Galati, detto Dino, 57 anni, ex consigliere provinciale a Messina, accusati di di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata alla corruzione, al traffico illecito di influenze, al millantato credito, al voto di scambio e ad altri delitti con la pubblica amministrazione; Salvatore D’Arrigo, 59 anni, accusato di tentata estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso.

Altre due persone indagate sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Montagnese e’ anche accusato di usura, e tentativo di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso insieme agli altri tre arrestati. Montagnese e D’Arrigo sono stati portati in carcere gli altri due sono stati posti ai domiciliari.

Minacce ai docenti che “non ci stavano” – ”Se tu ti vuoi prendere gli esami senza fare un cazzo.. e..senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare…non c’e’ niente da fare e’ cosi’…e’ questo il sistema… quello si caca di sotto e’ tutto la il discorso…bisogna andare a minacciare…bisogna andare a minacciare e saperlo fare…perche’ se no, sei fottuto”. E’ uno dei dialoghi intercettati della Dia di Antonio Montagnese. ”E poi c’e’ il metodo Caratozzolo…. – continua Montagnese – Caratozzolo va’.. dice: ‘questo e’ un amico..un..cosa..vediamo che possiamo fare.. parapi’..parapu”’.

”Il consistente e variegato tessuto relazionale nel quale l’organizzazione criminale ha potuto progettare i propri ambiti di operativita’ – dicono gli investigatori – è connotato da autorevoli nomi di docenti, che il sodalizio ha ritenuto a disposizione per attuare una vera e propria modalita’ di azione attraverso i seguenti metodi: ‘avvicinamento’ dei docenti; corruzione anche mediante piccole regalie in grado di ‘ammorbidire’ l’atteggiamento di quei docenti più esigenti ma parimenti sensibili alla ‘premura’; minaccia dei docenti, conseguendo l’effetto di una vera e propria intimidazione in grado di garantire il risultato finale del superamento dell’esame, qualora le condizioni (i rapporti con il docente interessato, ovvero la scarsa preparazione del candidato) non consentissero di procedere mediante un piu’ cauto ‘avvicinamento’ e suggerissero un’azione decisa e risolutoria”.