Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Piemonte, Proibizionismo, WhatsApp | Commenti disabilitati su Whatsapp per spacciare: 15 arresti alle Vallette
Spaccio via Whatsapp per avvicinare i clienti adolescenti patiti della più popolare applicazione per messaggi su smartphone. Ad organizzarla una vera e propria banda che gestiva la vendita di hashish e marijuana tra il quartiere Le Vallette di Torino e Lanzo Torinese e Mathi, dove negli ultimi dodici mesi aveva ottenuto un vero e proprio monopolio. Per questo i Carabinieri della compagnia di Venaria, coordinati dal procuratore aggiunto di Torino Paolo Borgna, hanno tratto in arresto quindici persone, grazie a intercettazioni telefoniche e pedinamenti iniziati più di un anno fa.
Cento i clienti a cui fornivano anche solo piccole dose di sostanza stupefacente, per lo più ragazzi minorenni che venivano contattati per via informatica e telefonica. Mail, sms e, soprattutto, Whatsapp. Già, perché caratteristica della banda era proprio quella di gestire con il cellulare l’intera attività, che rappresentava la loro unica fonte di reddito. Un sistema messo a punto per sfuggire ai controlli di polizia oltre che per battere la concorrenza velocizzando i tempi di consegna. Almeno fino a quando la loro arma vincente non gli si è rivolta contro.
fonte: http://archivio.nuovasocieta.it/torino/whatsapp-per-spacciare-15-arresti-alle-vallette.html
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Milano, Pedofilia, Skype, WhatsApp | Commenti disabilitati su Adescavano ragazzine su Skype e Whatsapp: 24 indagati. Denunce e perquisizioni tra Brescia, Milano e Monza
La community di pedofili è stata smantellata dalla Polizia Postale: una ragazzina di appena 12 è stata indotta ad inviare video e immagini che la riprendevano in atteggiamenti erotici
Milano, 9 aprile 2014 – Adescavano le bambine su una community di Netlog e, dopo essersi scambiati i riferimenti, intrattenevano rapporti con loro attraverso Messenger, Skype e WhatsApp, acquisendo filmati e foto delle loro conversazioni in cam. La community di pedofili è stata smantellata dalla Polizia Postale di Udine. Le perquisizioni, coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-Line di Roma e dalla Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine, hanno permesso di sequestrare 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card e documentazione varia ritenuta utile per il proseguimento delle indagini. Le attivita’ sono state eseguite nelle province di Pesaro, Udine, Roma, Palermo, Caserta, Vibo Valentia, Brescia, Latina, Cagliari, Avellino, Monza e Brianza, Enna, Milano, Verbania, Lecce, Savona, Lucca, Forli’ e Cesena, Genova, Torino, Bari, Verona e Benevento. Sono 24 in totale le persone indagate. E 27 le perquisizioni effettuate.
Le indagini degli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Friuli Venezia Giulia, avviate circa un anno fa, sono partite dalla denuncia dei genitori di una bambina di 12 anni della provincia di Udine che, una volta adescata, era stata indotta ad inviare video e immagini che la riprendevano in atteggiamenti erotici.
Tra i denunciati, che hanno un’età compresa tra i 29 e i 54 anni con due ultrasessantacinquenni, figurano impiegati, liberi professionisti, studenti, operai e pensionati e sono compresi anche quattro recidivi per reati commessi in danno di minori in particolare di pornografia minorile, tentata e/o consumata violenza sessuale.
fonte: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2014/04/09/1050676-Pedofilia.shtml
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Abruzzo, Proibizionismo, WhatsApp | Commenti disabilitati su Spacciavano droga con whatsapp, arresti e denunce
Carabinieri di Casoli sono riusciti a ricostruire l’attività
di spaccio messa in piedi da due pusher
CASOLI – È stato grazie a Whatsapp, l’app che consente di inviare e ricevere messaggi gratis, che i Carabinieri della Stazione di Casoli sono riusciti a ricostruire l’attività di spaccio messa in piedi da due pusher zona che rifornivano di hashish e marijuana i giovani dell’area frentana. Uno dei due, di 20 anni, è stato arrestato questa mattina e si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.L’attività investigativa, denominata WhatsApp, è scaturita da un controllo effettuato, alcuni mesi fa, su un minorenne di Casoli (Chieti) trovato in possesso di uno ‘spinellò. Per ricostruire dettagliatamente la cronologia dei messaggi trovati nel telefonino del minorenne, molti dei quali già cancellati, i militari hanno dovuto utilizzare un software particolare che ha permesso di recuperare, nella memoria del cellulare, quelli già eliminati. Il primo a cadere nella rete dei Carabinieri di Casoli è stato un 39enne di Lettopalena (Chieti) arrestato, lo scorso novembre, con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi e munizioni. Nella stessa occasione è stata denunciata anche la moglie 32enne. Nell’abitazione della coppia furono sequestrati 50 grammi di hashish, una pianta di marijuana, alcuni semi di canapa indica, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento in dosi dello stupefacente ma anche 50 cartucce calibro 12 illegalmente detenute. Da quel momento le indagini dei Carabinieri di Casoli sono proseguite fino all’arresto del 20enne di Sant’Eusanio del Sangro e all’identificazione di altri tre giovani, un 22enne di Fara San Martino, un 18enne di Civitella Messer Raimondo ed un 22enne di Ortona, denunciati con le stesse accuse. Sei in tutto le persone segnalate alla Prefettura, nel corso delle indagini, come assuntori di sostanze stupefacenti, due dei quali minorenni.
fonte: http://www.ilmessaggero.it/abruzzo/spacciavano_droga_con_whatsapp_arresti_e_denunce/notizie/458505.shtml
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Germania, Twitter, Writing | Commenti disabilitati su Travie McCoy arrestato in Germania. Ha messo su Twitter la foto dei graffiti fatti sul Muro di Berlino
Travie McCoy dei Gym Class Heroes, famoso cantante pop newyorkese, è stato arrestato la scorsa notte a Berlino, con l’accusa di aver imbrattato con graffiti illegali le poche parti superstiti del muro che divideva la parte est dalla parte ovest della città.
Il cantante (anche se io sinceramente fatico a capire come si possa chiamare tale) ha realizzato un’outline con la sua tag, dedicandola alla sua Crew (la Caf). Non contento, ne ha dato notizia sul suo profilo Twitter, arrivando a farsi ’sgamare’ dalla polizia tedesca in un batter d’occhio.
Come potete vedere dalla foto, McCoy è andato sopra uno dei vecchi murales presenti sul muro, dimostrando di avere davvero poco rispetto per un pezzo di storia nazionale tedesca. Dopo alcune ore passate in carcere è stato rilasciato previo esborso di una cospicua cauzione.
Su Twitter continua a difendersi dicendo: “dovevo farlo, era la mia ultima notte a Berlino […] ma proprio nessuno capisce l’arte in Germania?”. Io invece mi chiedo, ma usare un po’ di buon senso è diventato così fuori moda?
fonte: http://www.artsblog.it/post/6573/travie-mccoy-arrestato-in-germania-ha-messo-su-twitter-la-foto-dei-graffiti-fatti-sul-muro-di-berlino
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Arabia Saudita, Espressione, Twitter | Commenti disabilitati su Arrestato per tre tweet contro Maometto
Hamza Kashgari, 23 anni, catturato in Malaysia dopo una fuga di una settimana. Su Twitter aveva scritto: «Caro Maometto, io non ti bacio la mano»
E’ stato arrestato dopo una fuga durata una settimana il poeta e scrittore saudita Hamza Kashgari, ricercato dalla magistratura saudita per aver offeso Maometto su Twitter. L’uomo è stato arrestato nei pressi di Kuala Lumpur dalle autorità malaysiane e subito estradato in Arabia Saudita, dove sarà sottoposto a processo per vilipendio della religione islamica.
I TWEET
Tutto è nato pochi giorni fa, quando Kashgari, scrittore 23enne della città di Jidda, aveva colto l’occasione dell’anniversario della nascita di Maometto per appuntare qualche riflessione dal sul profilo Twitter. «Per il tuo compleanno», aveva scritto rivolto al profeta dell’Islam, «ti dico che mi piace il ribelle che è in te, che sei sempre stato una fonte di ispirazione, ma che non mi piace l’alone di divinità che ti circonda. Perciò non pregherò per te».
fonte: http://www.vanityfair.it/news/mondo/2012/02/09/hamza-kashgari-scrittore-saudita-maometto-twitter
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Emilia Romagna, Facebook, Pedofilia | Commenti disabilitati su Sacerdote arrestato per abusi su minori.
Prete arrestato a Ravenna. Il gip: “non aveva freni inibitori”.
Sacerdote arrestato per abusi su minori Sacerdoti e pedofilia: è accaduto di nuovo
Ancora una volta balza agli onori della cronaca un sacerdote, il parroco di Casal Borsetti, frazione rivierasca del comune di Ravenna, per pedofilia. Don Giovanni Desio, 52 anni, è stato arrestato alcuni giorni fa e le accuse che gravano su di lui sono pesanti: adescamento e atti sessuali con minori, oltre a sostituzione di persona.
L´uomo, originario di Milano, da tredici anni rivestiva la carica di parroco della località, poco più di novecento persone che lo chiamavano familiarmente don John per il suo lavoro di critico musicale e cinematografico, lavoro che svolgeva accanto a quello di pastore di anime.
Le accuse
Don Desio, che ora si trova nel carcere di Ravenna, in “stato di grande prostrazione”, è accusato di aver abusato sessualmente di alcun ragazzini adolescenti e di essersi spacciato per un minorenne su Facebook. L´inchiesta ha preso il via alcune settimane fa, quando un padre ha visto sul profilo del figlio un post particolare che ha attirato la sua attenzione e che si ritiene sia stato scritto dallo stesso religioso, sostituitosi al ragazzo con l´utilizzo del suo profilo e della sua password. Lo scritto era di chiaro sostegno al parroco e si riferiva a un episodio che nei mesi scorsi aveva suscitato un certo sconcerto tra i parrocchiani: un incidente stradale con protagonista don John finito in un canale per aver guidato ubriaco.
Subito la pm Isabella Cavallari ha avviato le indagini e le prove raccolte contro il sacerdote hanno portato al suo arresto con accuse ben più gravi del furto di identità sul social network.
Il ritratto di don Giovanni Desio
Ora che computer, agende, fotografie, documenti e alcuni oggetti del parroco sono stati sequestrati e che sono stati posti
i sigilli alla stessa canonica, in molti provano a tracciare un ritratto di questo prete e il ritratto che emerge è tutt´altro che positivo.
Don Desio era un parroco un po´ sopra le righe e non poco stupore aveva provocato alcuni anni fa la pubblicazione, sul giornale parrocchiale, di una sua poesia, dal contenuto un po´ troppo erotico per essere frutto della vena artistica di un religioso. Allora si era pensato che, in fin dei conti, anche ai preti fosse concessa una certa licenza poetica, ma ciò che ha lasciato
i parrocchiani sbigottiti è stato il recente acquisto di un potente fuoristrada, un´auto pagata 35.000 euro (con le finanze personali del sacerdote). Don Desio si era giustificato con il fatto che i suoi numerosi impegni, lavorativi e religiosi, lo portavano a viaggiare parecchio e l´auto di lusso era certamente più consona ai suoi spostamenti. Ma quando una sera di febbraio, dopo aver urtato una vettura in sosta, è volato in un canale ed è stato tratto in salvo grazie alla prontezza dei soccorritori, la gente non ha potuto fare a meno di stigmatizzare il fatto che si fosse messo alla guida con un tasso alcolico superiore di quasi quattro volte il consentito.
Lui si era giustificato dicendo che aveva bevuto del vino bianco mentre era ospite a cena a casa di parrocchiani e che si era trattato di un colpo di sonno, ma uno striscione con la scritta “Bevi meno, prega di più” era comparso proprio nel punto in cui l´auto era uscita fuoristrada e la foto era finita su Facebook.
La posizione della Chiesa
Il vescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni, che
al momento dell´arresto si trovava ad Assisi con i ragazzi della diocesi, ha anticipato il suo rientro e si è recato a Casal Borsetti per celebrare la messa domenicale e per rassicurare i parrocchiani che don Desio è stato sospeso da tutti i suoi incarichi. L´alto prelato ha invitato i fedeli a sostenere e a pregare le vittime degli abusi e le loro famiglie e ha poi dichiarato che, nonostante l´episodio dell´incidente automobilistico di cui si era protagonista don Desio, non si sarebbe mai aspettato dal sacerdote un comportamento simile.
fonte: http://www.voglia-di.it/sacerdote-arrestato-per-abusi-su-minori-g6280.html
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Minaccia, Olanda, Twitter | Commenti disabilitati su Ragazzina minaccia attentato su Twitter a compagnia aerea: arrestata
Una 14enne olandese ha mandato per scherzo un tweet minatorio all’American Airlines fingendosi di Al Qaeda ma non ha pensato alle conseguenze del gesto
21:48 – “Il mio nome è Ibrahim e vengo dall’Afghanistan. Sono un membro di Al Qaeda e il primo giugno farò qualcosa di grande”. Potrebbe sembrare una minaccia terroristica, ma in realtà è solo una bravata di una ragazzina di 14 anni, Sarah, che twitta dal suo account. Subito la risposta di American Airlines: “Sarah prendiamo questo tipo di minacce seriamente. Il tuo indirizzo IP e i tuoi dettagli saranno inviati all’Fbi”.
Ragazzina minaccia attentato su Twitter a compagnia aerea: arrestata
Alla risposa della compagnia aerea la ragazzina si spaventa e inizia a mandare una serie di tweet alla compagnia: “Chiedo scusa, ora ho paura. Stavo scherzando, è stata una mia amica, prendete il suo indirizzo IP”. Le scuse a ripetizione di Sarah impazzano sul web: il primo sulla minaccia viene ritwittato 10mila volte e i suoi follower raggiungono quota 20mila in pochissimo tempo. La ragazzina è felicissima e ringrazia la rete: “10mila ritweet, mi sento famosa”.
Ma l’American Airlines rimuove il tweet incriminato scrivendo in una nota: “La sicurezza dei nostri passeggeri e dei nostri equipaggi è la nostra priorità. Prendiamo la sicurezza molto seriamente e lavoriamo con le autorità caso per caso”. La bravata sembrerebbe essere costata cara a Sarah che, secondo la stampa americana, sarebbe stata arrestata oggi pomeriggio a Rotterdam. All’arresto la polizia olandese sarebbe arrivata dopo indagini indipendenti e non su suggerimento di Twitter, dell’Fbi o di American Airlines. Le accuse mosse nei confronti della ragazzina non sono ancora state rese note.
Tale però non è stato considerato dalla compagnia aerea che l’ha denunciata, e la polizia di Rotterdam che all’indomani dello scherzo l’ha arrestata.
fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/ragazzina-minaccia-attentato-su-twitter-a-compagnia-aerea-arrestata_2039311.shtml
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Minaccia, Twitter, USA | Commenti disabilitati su “Con 100 retweet sparo a qualcuno dalla finestra”, arrestato
L’uomo è stato arrestato dalla polizia di Los Angeles che è riuscita ad identificarlo in base alle foto pubblicate sul suo profilo twitter. Lui si difende: “Era solo uno scherzo”.
Un cittadino statunitense è stato arrestato mercoledì scorso dagli agenti del dipartimento di polizia di Los Angeles nello stato della California dopo aver minacciato su twitter di sparare a caso ai passanti dalla finestra. L’uomo aveva pubblicato sul suo profilo del noto social network alcune foto di un fucile di precisione con tanto di mirino telescopico che puntava su diverse strade cittadine. A corredo degli scatti dell’arma da fuoco c’era una didascalia rivolta ai suoi follower su twitter nella quale li invitava a rilanciare il messaggio: “100 RT e io sparo a qualcuno che cammina”. Come raccontano i giornali americani, la polizia una volta messa in allarme ha rintracciato l’autore dei tweet in base agli scatti pubblicati on line. Analizzate le foto, infatti, gli agenti sono riusciti a risalire ai luoghi dove erano state scattate e di conseguenza al loro autore.
L‘arresto – La polizia di Los Angeles così si è presentata a casa dell’uomo, il 23enne Dakkari McAnuff, e lo ha arrestato con l’accusa di minacce. Gi amici dell’uomo lo difendono spiegando che si trattava solo di uno scherzo e che il fucile fotografato era un fucile ad aria compressa. Intanto però il suo account su twitter è stato chiuso e per lui è stata stabilita una cauzione di 50mila dollari.
fonte: http://www.fanpage.it/con-100-retweet-sparo-a-qualcuno-dalla-finestra-arrestato/
Posted: Gennaio 12th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Israele, Terrorismo, Twitter, UK | Commenti disabilitati su Gary Spedding deported from Israel and back in UK
A member of the Alliance Party’s youth wing has returned to the UK after being deported from Israel. | BBC News
Gary Spedding was held by immigration officials on Thursday after he arrived at Tel Aviv’s Ben Gurion airport.
Mr Spedding, 23, had travelled to Israel to meet Israeli politicians and non-governmental organisations (NGOs).
The Israeli embassy in London said Mr Spedding was denied entry into Israel because he “organised a violent protest” in Belfast.
‘Perplexing’
Mr Spedding, 23, was put on a flight bound for the UK on Friday evening after being detained overnight.
He told BBC News the authorities deported him and issued him with a 10-year ban from entering the country because of his campaigning on Twitter.
“I’m in contact with numerous Israeli activists. I’m very engaged with the Israeli and Palestinian peace movement,” he said.
“This seems to be the first time that the security and emigration at Ben Gurion airport have said that the reason they are giving is specific to my social media activities.”
Mr Spedding is originally from England but had spent the last number of years studying in Northern Ireland.
He was a member of the Palestine Solidarity Society at Queen’s University, Belfast.
Confidential documents
He has claimed that during his detention, the Israeli authorities examined his mobile phone and got access to personal contacts with his “Palestinian and Israeli friends” and “fellow activists”.
Mr Spedding also said the Israeli authorities viewed confidential Alliance Party submissions to the recent Haass talks, aimed at resolving outstanding issues in the Northern Ireland peace process.
Speaking to BBC Radio Ulster on Saturday, Mr Spedding said that he found the explanation given for his deportation “completely perplexing”.
“I’m an international activist, I’m not some huge, famous person or anything like that, so I can’t go into a country and organise protests.
“It’s not my country, it’s not my place to go into a different country and organise protests. The protest is already happening,” he said.
Mr Spedding told the BBC that he now intends to take legal action.
‘Threat to stability’
Alliance MP Naomi Long said Mr Spedding had been travelling in a personal capacity.
“He was detained on the basis that his campaigning for Palestinian rights was viewed by the authorities in Israel to be a threat to stability in that he could have arranged campaigns or protests while he was in the country,” she said.
“I think that was largely based on work that he had done, particularly campaigns led on social media.
“However, I was concerned to learn he had been detained and I was understandably worried for his welfare.
“I contacted the Foreign and Commonwealth Office on his behalf as soon as I learned of his circumstances and ensured he received consular assistance.
“I am glad he is safe and well,” Ms Long added.
A spokesman for the Israeli embassy in London said: “Mr Spedding’s entry into Israel was denied due to his involvement in organising a violent protest in Queens University, Belfast, in which an Israeli representative was attacked, and others were forced to take shelter to prevent being hurt.
“No country has an obligation to allow foreigners who have been involved in violent activities targeting its nationals to enter its territory.”
Posted: Agosto 20th, 2013 | Author: SocialPolice | Filed under: Espressione, Facebook, Israele | Commenti disabilitati su Pro-Palestinian activist ‘barred from Israel after refusing to log in to her email’ | The Times of Israel
Pro-Palestinian activist ‘barred from Israel after refusing to log in to her email’ | The Times of Israel.
Attivista pro-Palestina cacciata da Israele per essersi rifiutata di mostrare il contenuto della sua casella GMail ad un agente di polizia. L’agente sapeva che la ragazza era un’attivista e cercava prove nella sua posta. […] La sua storia non e’ isolata: molti altri turisti sospettati di essere attivisti, soprattutto Arabi e Musulmani ricevono la stessa richiesta, e nelle ultime settimane tre donne statunitensi sono state espulse per lo stesso motivo
Commenti recenti