Cronache di controllo sociale

Arrestato per tre tweet contro Maometto

Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: | Filed under: Arabia Saudita, Espressione, Twitter | Commenti disabilitati su Arrestato per tre tweet contro Maometto

Hamza Kashgari, 23 anni, catturato in Malaysia dopo una fuga di una settimana. Su Twitter aveva scritto: «Caro Maometto, io non ti bacio la mano»

E’ stato arrestato dopo una fuga durata una settimana il poeta e scrittore saudita Hamza Kashgari, ricercato dalla magistratura saudita per aver offeso Maometto su Twitter. L’uomo è stato arrestato nei pressi di Kuala Lumpur dalle autorità malaysiane e subito estradato in Arabia Saudita, dove sarà sottoposto a processo per vilipendio della religione islamica.

I TWEET
Tutto è nato pochi giorni fa, quando Kashgari, scrittore 23enne della città di Jidda, aveva colto l’occasione dell’anniversario della nascita di Maometto per appuntare qualche riflessione dal sul profilo Twitter. «Per il tuo compleanno», aveva scritto rivolto al profeta dell’Islam, «ti dico che mi piace il ribelle che è in te, che sei sempre stato una fonte di ispirazione, ma che non mi piace l’alone di divinità che ti circonda. Perciò non pregherò per te».

fonte: http://www.vanityfair.it/news/mondo/2012/02/09/hamza-kashgari-scrittore-saudita-maometto-twitter


Pro-Palestinian activist ‘barred from Israel after refusing to log in to her email’ | The Times of Israel

Posted: Agosto 20th, 2013 | Author: | Filed under: Espressione, Facebook, Israele | Commenti disabilitati su Pro-Palestinian activist ‘barred from Israel after refusing to log in to her email’ | The Times of Israel

Pro-Palestinian activist ‘barred from Israel after refusing to log in to her email’ | The Times of Israel.

Attivista pro-Palestina cacciata da Israele per essersi rifiutata di mostrare il contenuto della sua casella GMail ad un agente di polizia. L’agente sapeva che la ragazza era un’attivista e cercava prove nella sua posta. […] La sua storia non e’ isolata: molti altri turisti sospettati di essere attivisti, soprattutto Arabi e Musulmani ricevono la stessa richiesta,  e nelle ultime settimane tre donne statunitensi sono state espulse per lo stesso motivo


Israel Uses Facebook to Stop Palestinian Activists | United with Israel

Posted: Agosto 20th, 2013 | Author: | Filed under: Espressione, Facebook, Israele, Riot | Commenti disabilitati su Israel Uses Facebook to Stop Palestinian Activists | United with Israel

Israel Uses Facebook to Stop Palestinian Activists | United with Israel.

Il governo israeliano ha usato Facebook per prevenire l’afflusso di attivisti pro-Palestina dall’Europa in occasione dell’evento “Welcome to Palestine”. […]


Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Espressione, Twitter, UK | Commenti disabilitati su Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it

Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it.

A ennesima conferma che la rete non è un «far west» in cui non ci sono regole o, se ci sono, non vengono applicate, giunge la notizia che due ragazzi di Bristol (rispettivamente 22 e 23 anni, scrive Channel 4) sono stati arrestati per tweet offensivi a seguito dell’omicidio a sfondo terroristico di Woolwich. I commenti, in particolare, inciterebbero all’odio razziale e religioso.

La polizia è stata allertata dagli utenti e ha agito in poche ore, dato che – dice l’ispettore Ed Yaxley – già alle 3.20 del mattino i due erano stati identificati. L’inchiesta prosegue, ma nel frattempo i ragazzi sono stati rilasciati su cauzione. L’ispettore ha motivato gli arresti sostenendo che quei commenti erano «completamente inaccettabili», un attacco a «una parte della nostra comunità» che le avrebbe procurato solo «ulteriore danno».

Gli arresti per commenti offensivi su Twitter non sono una novità. Anzi, in Gran Bretagna «centinaia di persone sono perseguite ogni anno per post, tweet, messaggi e email ritenuti minacciosi, indecenti, offensivi od osceni, e il numero cresce al radicarsi delle nostre vite online», scriveva l’Huffington Post lo scorso novembre.

Ciononostante, a seguito dell’omicidio-attentato di Woolwich diversi «esperti di sicurezza» hanno chiesto misure più severe contro «la predica dell’odio» estremista in rete, considerato una possibile fonte di ispirazione per gli assassini.

Gli arresti sono l’ennesima dimostrazione dell’infondatezza dell’ipotesi per cui in rete tutto sia concesso. Semmai, bisognerebbe chiedersi se non siamo in presenza di limiti troppo stringenti alla libera espressione dei cittadini online. Non a caso già ad agosto 2012 l’Oxford Internet Institute denunciava una mano troppo pesante del governo britannico contro troll e messaggi offensivi sul web. E quando il confine tra opinione e reato si assottiglia a questo modo, il risultato di norma non è più sicurezza – ma meno libertà.