Cronache di controllo sociale

Facebook usato per lo spaccio due arresti in Umbria – Il Messaggero

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Proibizionismo, Umbria | Commenti disabilitati su Facebook usato per lo spaccio due arresti in Umbria – Il Messaggero

Facebook usato per lo spaccio due arresti in Umbria – Il Messaggero.

PERUGIA – Passa anche per l’Umbria il giro di droga ordinata utilizzando i canali internet di Facebook e chat (ovviamente assolutamente incolpevoli ed anzi i primi ad essere danneggiati da questo bruttissimo uso di internet) per poi essere spacciata in grande stile in tutta Italia. I carabinieri di Torino hanno arrestato due persone, sun un totale di 43, che facevano base proprio in Umbria.
Ordinazioni di droga tramite Facebook, chat rooms e email, strumenti di comunicazione ritenuti piu’ sicuri: i carabinieri di Torino hanno smantellato due organizzazioni criminali albanesi specializzate in traffico internazionale di droga, estorsioni e sequestri di persona.

L’operazione ha permesso di arrestare 43 affiliati che operavano in sei regioni italiane: Lazio, Lombardia, Umbria, Piemonte, Toscana e Veneto. Anche le decisioni operative venivano discusse e comunicate avvalendosi della rete Internet.

I vertici delle due organizzazioni fornivano sostegno logistico ai corrieri e assistenza legale ai membri arrestati. I proventi del narcotraffico, centinaia di migliaia di euro, sono stati investiti nel mercato immobiliare in Albania, Toscana e Piemonte.


Rapinavano escort sudamericane a Reggio: arrestati sei giovani (uno minorenne) grazie a whatsapp | Scirocco News

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Furto, Violenze, WhatsApp | Commenti disabilitati su Rapinavano escort sudamericane a Reggio: arrestati sei giovani (uno minorenne) grazie a whatsapp | Scirocco News

Rapinavano escort sudamericane a Reggio: arrestati sei giovani (uno minorenne) grazie a whatsapp | Scirocco News.

Gli arrestati sono Giuseppe Rodà, di 19 anni, Giorgio Puntorieri (19), Giuseppe Papasergio (20) e Benito Marra Mentola (19), Alfonso Molinetti (18), all’epoca dei fatti minorenne ma che nel frattempo ha raggiunto la maggiore età e A.R. (17). A quest’ultimo il provvedimento cautelare è stato notificato nel carcere minorile di Potenza dove era già detenuto perché ritenuto responsabile di un’altra rapina in abitazione.
La banda, secondo l’accusa, individuava le vittime grazie agli annunci pubblicati sul web, quindi uno dei rapinatori si fingeva cliente e si presentava nell’abitazione delle vittime, tutte giovani, ed una volta entrato le minacciava con una pistola e consentiva l’ingresso dei complici. Dopo avere immobilizzato le vittime, i rapinatori si impossessavano di soldi, preziosi e telefoni cellulari. Prima di uscire minacciavano le vittime per impedirgli di chiamare subito i soccorsi. In una circostanza una delle vittime è stata colpita con il calcio della pistola. I giovani rapinatori agivano sempre a volto scoperto ed anche in abitazioni che avevano frequentato in precedenza come clienti delle escort poi rapinate.

Ed è stata la collaborazione delle vittime a consentire ai carabinieri di individuare il gruppo. In particolare, una delle vittime è stata contattata per un appuntamento. Dopo la rapina la donna ha inserito il numero a lei sconosciuto nella sua rubrica ed una delle applicazione più in voga al momento, whatsapp, ha abbinato al numero una foto permettendo alla giovane di identificare il rapinatore che era già stato suo cliente. Da qui i carabinieri sono poi risaliti agli altri componenti della banda.

La banda di giovani, tra i quali un minore, dedita a rapine in casa di escort sudamericane, è stata sgominata dai carabinieri di Reggio Calabria che hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare.
I sei, accusati di tre rapine compiute in città tra febbraio e marzo di quest’anno, sono stati identificati grazie ad una applicazione del telefonino di una delle vittime che ha portato alla sua identificazione e poi a quella dei complici che agivano armati di pistola.


Torino. Spaccio di droga tramite e-mail, sms e whatsapp: quindici pusher arrestati | unpost.it

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Piemonte, Proibizionismo, WhatsApp | Commenti disabilitati su Torino. Spaccio di droga tramite e-mail, sms e whatsapp: quindici pusher arrestati | unpost.it

Torino. Spaccio di droga tramite e-mail, sms e whatsapp: quindici pusher arrestati | unpost.it.

Torino. I Carabinieri hanno arrestato a Torino quindici persone accusate di spacciare hashish e marijuana a giovani e giovanissimi che prenotavano le dosi da acquistare contatando i pusher tramite e-mail,  sms, o whatsapp. Un metodo di vendita congegnato per rendere più rapida la cessione della droga ed essere più efficaci dei concorrenti che, infatti, hanno dovuto soccombere di fronte alla banda smantella all’alba di oggi dai militari dell’Arma e che si era impadronita dell’attività di spaccio a Lanzo Torinese, Mathi, in provincia di Torino e nel quartiere “Le Vallette” nel capoluogo piemontese. Nel corso dell’attività investigativa  è stato appurato che erano oltre cento gli assuntori di sostanze stupefacenti che si avvalevano degli strumenti teconologici. L’inchiesta è stata coordinata da una squadra diretta dal Procuratore Aggiunto Paolo Borgna.


Reggio: operazione Whatsapp, arrestati sei giovanissimi per rapina – Reggio Calabria

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Calabria, Proibizionismo, WhatsApp | Commenti disabilitati su Reggio: operazione Whatsapp, arrestati sei giovanissimi per rapina – Reggio Calabria

Reggio: operazione Whatsapp, arrestati sei giovanissimi per rapina – Reggio Calabria.

I tre giovani sono accusati di tre rapine aggravate in danno di prostitute sudamericane. A smascherare la banda, la foto profilo su Whatsapp

I Carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato sei giovanissimi, tra cui alcuni minorenni, accusati di tre rapine aggravate in danno di prostitute sudamericane, commesse nella città dello Stretto tra Febbraio e Marzo di quest’anno.

 

Questa mattina le manette sono scattate ai polsi di Giuseppe Rodà, 19 anni; Giorgio Puntorieri, pure 19enne, Giuseppe Papasergio, di 20; Benito Marra Mentola, 19 anni, Alfonso Molinetti, 18enne, all’epoca dei fatti minorenne. Il sesto appartenente al gruppo è un 17enne, R.A., raggiunto dalla misura di custodia nel carcere minorile di Potenza dove si trovava già ristretto perchè ritenuto responsabile di un’altra rapina in abitazione.

 

Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo aver individuato le vittime tramite annunci pubblicati sul web, uno dei rapinatori si fingeva cliente e si presentava nell’abitazione delle malcapitate. Il finto cliente le minacciava con una pistola e consentiva l’ingresso dei complici. Dopo aver legato e immobilizzato le vittime, frugavano in tutta la casa alla ricerca di soldi, preziosi o telefoni cellulari. Prima di uscire si premuravano sempre di minacciare pesantemente le vittime impedendo loro così di chiamare subito i soccorsi. In una circostanza una delle vittime è stata colpita con il calcio della pistola.

 

La sfrontatezza dei giovani rapinatori era tale da farli agire a volto scoperto e anche in abitazioni che avevano frequentato in precedenza come clienti delle escort poi rapinate. Proprio la collaborazione delle vittime ha consentito ai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia cittadina di individuare il gruppo e mettere fine alle scorribande del branco.

 

È stata proprio quella tecnologia tanto amata dai giovani e utilizzata dagli autori dei reati a consentirne l’identificazione: uno dei rapinatori ha contattato una delle vittime per fissare un appuntamento, dopo la rapina la donna ha inserito quel numero a lei sconosciuto nella sua rubrica e subito una delle applicazioni più in voga al momento, “Whatsapp”, a quel numero ha abbinato una foto. La ragazza ha riconosciuto in quella foto uno degli autori della rapina. I carabinieri hanno iniziato una rapida attività investigativa, fatta di intercettazioni, analisi dei tabulati telefonici, controllo dei profili dei social network più diffusi e appostamenti, consentendo ai militari, nel giro di pochi giorni, di identificare gli autori delle rapine.

 

Le indagini sono state dirette e coordinate dalle Procure della Repubblica Ordinaria e dei Minori di Reggio Calabria.

 


Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Espressione, Twitter, UK | Commenti disabilitati su Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it

Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it.

A ennesima conferma che la rete non è un «far west» in cui non ci sono regole o, se ci sono, non vengono applicate, giunge la notizia che due ragazzi di Bristol (rispettivamente 22 e 23 anni, scrive Channel 4) sono stati arrestati per tweet offensivi a seguito dell’omicidio a sfondo terroristico di Woolwich. I commenti, in particolare, inciterebbero all’odio razziale e religioso.

La polizia è stata allertata dagli utenti e ha agito in poche ore, dato che – dice l’ispettore Ed Yaxley – già alle 3.20 del mattino i due erano stati identificati. L’inchiesta prosegue, ma nel frattempo i ragazzi sono stati rilasciati su cauzione. L’ispettore ha motivato gli arresti sostenendo che quei commenti erano «completamente inaccettabili», un attacco a «una parte della nostra comunità» che le avrebbe procurato solo «ulteriore danno».

Gli arresti per commenti offensivi su Twitter non sono una novità. Anzi, in Gran Bretagna «centinaia di persone sono perseguite ogni anno per post, tweet, messaggi e email ritenuti minacciosi, indecenti, offensivi od osceni, e il numero cresce al radicarsi delle nostre vite online», scriveva l’Huffington Post lo scorso novembre.

Ciononostante, a seguito dell’omicidio-attentato di Woolwich diversi «esperti di sicurezza» hanno chiesto misure più severe contro «la predica dell’odio» estremista in rete, considerato una possibile fonte di ispirazione per gli assassini.

Gli arresti sono l’ennesima dimostrazione dell’infondatezza dell’ipotesi per cui in rete tutto sia concesso. Semmai, bisognerebbe chiedersi se non siamo in presenza di limiti troppo stringenti alla libera espressione dei cittadini online. Non a caso già ad agosto 2012 l’Oxford Internet Institute denunciava una mano troppo pesante del governo britannico contro troll e messaggi offensivi sul web. E quando il confine tra opinione e reato si assottiglia a questo modo, il risultato di norma non è più sicurezza – ma meno libertà.


USA, arrestati per messaggi fraintesi su twitter

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Terrorismo, Twitter, USA | Commenti disabilitati su USA, arrestati per messaggi fraintesi su twitter

PI: USA, il terrore cinguettato.

All’aeroporto di Los Angeles due cittadini britannici sono stati arrestati per aver annunciato su Twitter di voler distruggere l’America. Nell’accezione di far baldoria. La coppia di amici è ora tornata a casa

Roma – “Ragazzo, hai creato un vero casino con quel tweet!”. È la ramanzina fatta da un agente statunitense al giovane cittadino britannico Leigh Van Bryan, da poco atterrato all’aeroporto di Los Angeles insieme all’amica Emily Bunting. Più che una ramanzina, un interrogatorio durato cinque ore.

Poi le manette, la detenzione in due celle separate insieme agli spacciatori di droga messicani. Dopo una notte da incubo, Leigh Van Bryan e Emily Bunting sono stati scarcerati e rispediti a casa con il primo volo. Trattati alla stregua di pericolosi terroristi dagli ufficiali del Department for Homeland Security (DHS).

“Hai creato un vero casino con quel tweet!”. Poco prima di partire per una vacanza negli States, i due ragazzi avevano diffuso su Twitter alcuni inquietanti dettagli sul prossimo soggiorno. Per “distruggere l’America”, aveva cinguettato Bunting. Ma il termine destroy può anche essere usato con ironia, a significare “fare baldoria”.

Mentre Van Bryan aveva citato la celebre serie a cartoni animati I Griffin, annunciando l’intenzione di riportare alla luce la salma di Marylin Monroe. Propositi eccessivi per la Sicurezza Nazionale statunitense, in costante monitoraggio del flusso dei micropost sulla piattaforma di microblogging.


Roma: accoltella un ragazzo, arrestato grazie a Facebook

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Milano, Violenze | Commenti disabilitati su Roma: accoltella un ragazzo, arrestato grazie a Facebook

Roma: accoltella un ragazzo, arrestato grazie a Facebook.

L’episodio era avvenuto lo scorso 10 febbraio all’uscita di un locale ad Ostiense. Arrestato oggi dalla polizia che lo ha identificato anche grazie al popolare social network.

Sono le tre di mattina dello scorso 10 febbraio quando un 30enne milanese, in gita a Roma con il cugino, esce da un locale di via Libetta, zona Ostiense, nota una discussione troppo accesa tra due fidanzati e interviene per difendere la la ragazza. Di tutta risposta, il ragazzo lo inizia a picchiare arrivando perfino ad inferirgli una coltellata.

Ci sono voluti 40 giorni di indagini ma, alla fine, le forze dell’ordine sono riuscite, proprio oggi, ad arrestare l’aggressore. Fondamentali per gli inquirenti sono state alcune riprese delle telecamere fuori dal locale in cui si vede l’aggressore salire in una macchina. Rintracciato, attraverso la targa del veicolo, il possessore – un amico del ragazzo – gli inquirenti hanno scandagliato a fondo, tra oltre 600 amicizie e centinaia di foto, il suo profilo facebook e hanno trovato dei scatti in cui era presente l’aggressore in compagnia della stessa ragazza della notte del 10 febbraio e, addirittura, con addosso la stessa felpa. Riconosciuto anche dalla vittima (che nel frattempo è stato operato ma è fuori pericolo), l’aggressore è stato arrestato presso la sua abitazione a Dragona e condotto a Regina Coeli.


Svaligiavano case via Facebook: sei arresti

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Furto, Roma | Commenti disabilitati su Svaligiavano case via Facebook: sei arresti

Svaligiavano case via Facebook: sei arresti – Cronaca – Tgcom24.

Roma, ragazzi chiedevano l’amicizia a coetanei e si facevano invitare per ripulire gli appartamenti

12:45 – Sei persone arrestate e altre sette denunciate. E’ il bilancio dell’operazione dei carabinieri di Roma che ha smantellato una banda di ladri che faceva colpi nelle case grazie a Facebook: due ragazze minorenni della Roma bene chiedevano l ‘amicizia a loro coetanei sul social network convincendoli a farsi invitare a casa quando non c’erano i genitori: a quel punto la banda entrava in azione e ripuliva gli appartamenti.E dopo i colpi, la banda si vantava su Facebook e via sms delle “imprese”. Proprio per ricordarle, i ladri si fotografavano e si filmavano mentre mostravano la refurtiva, utilizzando i loro cellulari, secondo quanto è emerso dalle indagini.

La posizione delle due ragazze è ora al vaglio del Tribunale per i minori. Dopo essere state ricevute nella casa delle inconsapevoli vittime, una di loro si nascondeva invece nell’appartamento dopo aver finto di allontanarsi. Poi, con il pretesto di una passeggiata, la seconda ragazza usciva con il proprietario lasciando l’amica, che dava campo libero alla banda per razziare l’appartamento.

Altri furti sono stati messi a segno in bar tabacchi, negozi vari e anche negli uffici del comune di Mentana, dove erano state portate via mille carte d’identità in bianco che i carabinieri, nel corso del blitz scattato all’alba, hanno recuperato assieme a migliaia di euro.


Uccise una prostituta a luglio arrestato grazie a Facebook

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Francia, Furto, Milano, Omicidio, Svizzera | Commenti disabilitati su Uccise una prostituta a luglio arrestato grazie a Facebook

Uccise una prostituta a luglio arrestato grazie a Facebook – Repubblica.it.

Il 31enne algerino, accusato dell’omicidio avvenuto a Milano, era ricercato anche in Francia, dove era evaso. E’ stato individuato dalla polizia in Svizzera grazie all’analisi dei suoi accessi al social network che utilizzava con un falso nome

BERNA – Individuato ed arrestato grazie all’analisi degli accessi al profilo Facebook. E’ toccato ad Abbes Bensenouci, algerino di 31 anni, ritenuto responsabile dell’omicidio di Veronica Crosati, prostituta 44enne di origine brasiliana, trovata morta il 26 luglio 2010 in un appartamento milanese. All’uomo non è bastato celare la sua vera identità con l’utilizzo di un nickname per poter continuare a intrattenere relazioni sul social network nonostante fosse ricercato dalla polizia italiana e francese. La squadra mobile di Milano lo ha  pedinato virtualmente nei suoi spostamenti. Ha vagato, infatti, per l’Inghilterra, il Sudafrica e, infine, la Svizzera dove, grazie ad una collaborazione tra polizia italiana ed elvetica, ieri è stato finalmente localizzato ed arrestato per strada vicino a un locale che era solito frequentare.

Per l’omicidio di Veronica Crosati, ritrovata nel novembre 2010 nell’appartamento dove riceveva i clienti con un taglio all’addome provocato da un coltello da cucina, era stato fermato un altro algerino che, risultato estranero al fatto, aveva però fornito alla squadra mobile di Milano informazioni utili per risalire a Bensenouci. Aveva dichiarato, infatti, di aver ceduto il suo cellulare al connazionale, proprio il giorno prima dell’omicidio.

Bensenouci era ricercato anche in Francia per almeno quattro rapine a prostitute ed era già stato sottoposto agli arresti ospedalieri nel maggio del 2010 sempre per lo stesso motivo. Dopo essere evaso dal luogo di cura era

arrivato in Italia dove, a luglio, realizzò l’ennesima rapina conclusasi tragicamente con l’omicidio della prostituta brasiliana. Dall’appartamento della vittima, in via Fratelli Salvioni, non casualmente sono stati portati via anche due cellulari e un pc. Gli inquirenti ipotizzano una rapina degenerata in omicidio probabilmente a causa della resistenza della donna. Il confronto del dna di Bensenouci, in possesso degli inquirenti francesi, con quello trovato sulla mano sinistra della prostituta ha dato esito positivo.


Minaccia con un coltello giovane mamma e neonato Arrestato grazie a Facebook

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Furto, Toscana | Commenti disabilitati su Minaccia con un coltello giovane mamma e neonato Arrestato grazie a Facebook

Minaccia con un coltello giovane mamma e neonato Arrestato grazie a Facebook – La Nazione – Firenze.

E’ successo a Coverciano, nei guai un addetto alle pulizie domenicano

Firenze, 30 maggio 2013 – Un trentaquattrenne originario della Repubblica Dominicana è stato bloccato dalla polizia che lo ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto per rapina aggravata.

Lunedì, 27 maggio, l’uomo era riuscito a intrufolarsi in un appartamento di Coverciano, e dopo aver rapinato e picchiato una donna di 26 anni ha minacciato con un coltello sia lei che il figlio di sette mesi. La vittima nei giorni seguenti alla rapina ha individuato il malvivente tra gli amici di facebook di una sua amica e ha avvertito la polizia.

Secondo quanto emerso, nel corso della rapina l’uomo, che ha agito col volto coperto da un sciarpa, ha picchiato la donna al volto, causandole ferite lievi, e ha preso in braccio il neonato minacciando la madre di fargli del male se non avesse consegnato i gioielli che indossava e un pc. Nel corso della colluttazione la donna gli ha strappato la sciarpa e lo ha visto in volto.

Alla polizia e agli amici ha detto di essere stata rapinata da un uomo dalla carnagione scura, e riferendo altri elementi somatici. Una sua amica ha riconosciuto nella descrizione uno dei suoi contatti sul social network, così le ha mostrato la pagina facebook dell’uomo.

Il rapinatore, un addetto alle pulizia incensurato, è stato riconosciuto anche da un vicino di casa della vittima che lo ha incrociato nella scale del condominio poco prima della rapina.

Secondo quanto ricostruito, la rapina sarebbe scaturita da un tentativo di furto: il dominicano, sorpreso dalla donna mentre cercava di introdursi nell’appartamento credendolo vuoto, l’ha aggredita e poi è fuggito con la refurtiva.