Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Germania, Twitter, Writing | Commenti disabilitati su Travie McCoy arrestato in Germania. Ha messo su Twitter la foto dei graffiti fatti sul Muro di Berlino
Travie McCoy dei Gym Class Heroes, famoso cantante pop newyorkese, è stato arrestato la scorsa notte a Berlino, con l’accusa di aver imbrattato con graffiti illegali le poche parti superstiti del muro che divideva la parte est dalla parte ovest della città.
Il cantante (anche se io sinceramente fatico a capire come si possa chiamare tale) ha realizzato un’outline con la sua tag, dedicandola alla sua Crew (la Caf). Non contento, ne ha dato notizia sul suo profilo Twitter, arrivando a farsi ’sgamare’ dalla polizia tedesca in un batter d’occhio.
Come potete vedere dalla foto, McCoy è andato sopra uno dei vecchi murales presenti sul muro, dimostrando di avere davvero poco rispetto per un pezzo di storia nazionale tedesca. Dopo alcune ore passate in carcere è stato rilasciato previo esborso di una cospicua cauzione.
Su Twitter continua a difendersi dicendo: “dovevo farlo, era la mia ultima notte a Berlino […] ma proprio nessuno capisce l’arte in Germania?”. Io invece mi chiedo, ma usare un po’ di buon senso è diventato così fuori moda?
fonte: http://www.artsblog.it/post/6573/travie-mccoy-arrestato-in-germania-ha-messo-su-twitter-la-foto-dei-graffiti-fatti-sul-muro-di-berlino
Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: SocialPolice | Filed under: Facebook, Milano, Writing | Tags: facebook, milano, perquisizioni, writer, writing | Commenti disabilitati su Writer scoperti su Facebook da agenti infiltrati – Milano
Writer scoperti su Facebook da agenti infiltrati – Milano.
Operazioni all’alba di polizia e carabinieri: trenta perquisizioni domiciliari e 23 persone denunciate
Cento uomini mobilitati, 30 perquisizioni domiciliari e 23 persone denunciate: il modus operandi tipico delle operazioni di contrasto alla grande criminalità è scattato martedì mattina all’alba a Pavia ma il bersaglio sono stati i writers che da mesi lasciano il segno del loro passaggio sui muri della città. L’operazione nel suo genere è inedita e ha visto impegnati uomini della polizia municipale, polizia e carabinieri. Tra le persone denunciate, tutte per il reato di danneggiamento, ci sono anche numerosi minorenni. Singolare il metodo, singolare la finalità del blitz ma più singolare di tutto è il percorso seguito dagli inquirenti.
Per circa otto mesi gli agenti della polizia municipale hanno dapprima catalogato i murales o le semplici scritte spray comparse a Pavia, in modo da costituire un database delle “firme” e degli stili degli ignoti graffittari. Successivamente alcuni di loro hanno creato dei falsi profili facebook, consapevoli del fatto che i ragazzi spesso e volentieri raccontano le loro imprese sui social network e altrettanto spesso postano immagini delle loro azioni. Gli agenti “infiltrati”, se così possono essere definiti, hanno stretto amicizia con i writers, hanno raccolto materiale fotografico o semplici messaggi per poi concentrare tutto il lavoro in un dossier presentato alla procura della repubblica. I magistrati hanno a loro volta autorizzato le perquisizioni domiciliari e il blitz di questa mattina
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