Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Germania, Twitter, Writing | Commenti disabilitati su Travie McCoy arrestato in Germania. Ha messo su Twitter la foto dei graffiti fatti sul Muro di Berlino
Travie McCoy dei Gym Class Heroes, famoso cantante pop newyorkese, è stato arrestato la scorsa notte a Berlino, con l’accusa di aver imbrattato con graffiti illegali le poche parti superstiti del muro che divideva la parte est dalla parte ovest della città.
Il cantante (anche se io sinceramente fatico a capire come si possa chiamare tale) ha realizzato un’outline con la sua tag, dedicandola alla sua Crew (la Caf). Non contento, ne ha dato notizia sul suo profilo Twitter, arrivando a farsi ’sgamare’ dalla polizia tedesca in un batter d’occhio.
Come potete vedere dalla foto, McCoy è andato sopra uno dei vecchi murales presenti sul muro, dimostrando di avere davvero poco rispetto per un pezzo di storia nazionale tedesca. Dopo alcune ore passate in carcere è stato rilasciato previo esborso di una cospicua cauzione.
Su Twitter continua a difendersi dicendo: “dovevo farlo, era la mia ultima notte a Berlino […] ma proprio nessuno capisce l’arte in Germania?”. Io invece mi chiedo, ma usare un po’ di buon senso è diventato così fuori moda?
fonte: http://www.artsblog.it/post/6573/travie-mccoy-arrestato-in-germania-ha-messo-su-twitter-la-foto-dei-graffiti-fatti-sul-muro-di-berlino
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Arabia Saudita, Espressione, Twitter | Commenti disabilitati su Arrestato per tre tweet contro Maometto
Hamza Kashgari, 23 anni, catturato in Malaysia dopo una fuga di una settimana. Su Twitter aveva scritto: «Caro Maometto, io non ti bacio la mano»
E’ stato arrestato dopo una fuga durata una settimana il poeta e scrittore saudita Hamza Kashgari, ricercato dalla magistratura saudita per aver offeso Maometto su Twitter. L’uomo è stato arrestato nei pressi di Kuala Lumpur dalle autorità malaysiane e subito estradato in Arabia Saudita, dove sarà sottoposto a processo per vilipendio della religione islamica.
I TWEET
Tutto è nato pochi giorni fa, quando Kashgari, scrittore 23enne della città di Jidda, aveva colto l’occasione dell’anniversario della nascita di Maometto per appuntare qualche riflessione dal sul profilo Twitter. «Per il tuo compleanno», aveva scritto rivolto al profeta dell’Islam, «ti dico che mi piace il ribelle che è in te, che sei sempre stato una fonte di ispirazione, ma che non mi piace l’alone di divinità che ti circonda. Perciò non pregherò per te».
fonte: http://www.vanityfair.it/news/mondo/2012/02/09/hamza-kashgari-scrittore-saudita-maometto-twitter
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Minaccia, Olanda, Twitter | Commenti disabilitati su Ragazzina minaccia attentato su Twitter a compagnia aerea: arrestata
Una 14enne olandese ha mandato per scherzo un tweet minatorio all’American Airlines fingendosi di Al Qaeda ma non ha pensato alle conseguenze del gesto
21:48 – “Il mio nome è Ibrahim e vengo dall’Afghanistan. Sono un membro di Al Qaeda e il primo giugno farò qualcosa di grande”. Potrebbe sembrare una minaccia terroristica, ma in realtà è solo una bravata di una ragazzina di 14 anni, Sarah, che twitta dal suo account. Subito la risposta di American Airlines: “Sarah prendiamo questo tipo di minacce seriamente. Il tuo indirizzo IP e i tuoi dettagli saranno inviati all’Fbi”.
Ragazzina minaccia attentato su Twitter a compagnia aerea: arrestata
Alla risposa della compagnia aerea la ragazzina si spaventa e inizia a mandare una serie di tweet alla compagnia: “Chiedo scusa, ora ho paura. Stavo scherzando, è stata una mia amica, prendete il suo indirizzo IP”. Le scuse a ripetizione di Sarah impazzano sul web: il primo sulla minaccia viene ritwittato 10mila volte e i suoi follower raggiungono quota 20mila in pochissimo tempo. La ragazzina è felicissima e ringrazia la rete: “10mila ritweet, mi sento famosa”.
Ma l’American Airlines rimuove il tweet incriminato scrivendo in una nota: “La sicurezza dei nostri passeggeri e dei nostri equipaggi è la nostra priorità. Prendiamo la sicurezza molto seriamente e lavoriamo con le autorità caso per caso”. La bravata sembrerebbe essere costata cara a Sarah che, secondo la stampa americana, sarebbe stata arrestata oggi pomeriggio a Rotterdam. All’arresto la polizia olandese sarebbe arrivata dopo indagini indipendenti e non su suggerimento di Twitter, dell’Fbi o di American Airlines. Le accuse mosse nei confronti della ragazzina non sono ancora state rese note.
Tale però non è stato considerato dalla compagnia aerea che l’ha denunciata, e la polizia di Rotterdam che all’indomani dello scherzo l’ha arrestata.
fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/ragazzina-minaccia-attentato-su-twitter-a-compagnia-aerea-arrestata_2039311.shtml
Posted: Aprile 28th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Minaccia, Twitter, USA | Commenti disabilitati su “Con 100 retweet sparo a qualcuno dalla finestra”, arrestato
L’uomo è stato arrestato dalla polizia di Los Angeles che è riuscita ad identificarlo in base alle foto pubblicate sul suo profilo twitter. Lui si difende: “Era solo uno scherzo”.
Un cittadino statunitense è stato arrestato mercoledì scorso dagli agenti del dipartimento di polizia di Los Angeles nello stato della California dopo aver minacciato su twitter di sparare a caso ai passanti dalla finestra. L’uomo aveva pubblicato sul suo profilo del noto social network alcune foto di un fucile di precisione con tanto di mirino telescopico che puntava su diverse strade cittadine. A corredo degli scatti dell’arma da fuoco c’era una didascalia rivolta ai suoi follower su twitter nella quale li invitava a rilanciare il messaggio: “100 RT e io sparo a qualcuno che cammina”. Come raccontano i giornali americani, la polizia una volta messa in allarme ha rintracciato l’autore dei tweet in base agli scatti pubblicati on line. Analizzate le foto, infatti, gli agenti sono riusciti a risalire ai luoghi dove erano state scattate e di conseguenza al loro autore.
L‘arresto – La polizia di Los Angeles così si è presentata a casa dell’uomo, il 23enne Dakkari McAnuff, e lo ha arrestato con l’accusa di minacce. Gi amici dell’uomo lo difendono spiegando che si trattava solo di uno scherzo e che il fucile fotografato era un fucile ad aria compressa. Intanto però il suo account su twitter è stato chiuso e per lui è stata stabilita una cauzione di 50mila dollari.
fonte: http://www.fanpage.it/con-100-retweet-sparo-a-qualcuno-dalla-finestra-arrestato/
Posted: Aprile 16th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Roma, Twitter | Commenti disabilitati su Scontri a Roma, i “vandali” del corteo sono stati incastrati da Twitter
L’inchiesta si sposta su Twitter. Centinaia di profili, migliaia di tag. Dopo la battaglia di via Veneto, una parte dei manifestanti è andata sulla rete. In molti si sono vantati di esserci stati, sabato pomeriggio, durante gli scontri. Altri hanno addirittura attaccato fotografie, o filmati. Qualcuno, invece, si è limitato a semplici commenti e hashtag. Un intreccio di firme digitali, che da ieri è sotto la lente degli investigatori della Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri, i quali hanno tracciato e registrato volti e profili. Tra i sospetti ci sono i militanti più violenti di alcuni movimenti romani, napoletani e del Nord Italia.
Sei invece i fermati di sabato, di cui quattro in attesa di convalida e due denunciati a piede libero: si tratta di tre romani x x, 18 anni, x x (24, Albano), x x (36) e x x (19) di Catanzaro, x x (25) di Napoli e x x (25) di Trieste. Le accuse a vario titolo vanno da resistenza e lesioni, a una serie di violazioni in tema di manifestazioni, compreso il porto abusivo e l’uso di materiale esplodente. Alcuni di loro sono già noti alle forze dell’ordine per episodi simili. La Digos, intanto, sta esaminando filmati e foto dei tafferugli per identificare altri responsabili degli scontri.
TELECAMERE AL TRITONE
Le immagini più interessanti registrate dagli investigatori sono quelle di via del Tritone e piazza Barberini, la zona in cui i violenti delle tute blu e del blocco nero si sono cambiati d’abito, abbandonando l’uniforme della rabbia. Centinaia di fotogrammi che ricostruiscono gli incidenti, delineando in modo netto le responsabilità. Come pure quella del poliziotto ripreso dalle telecamere della tivù mentre passava con lo scarpone sopra la pancia di una manifestante inerme stesa a terra. L’uomo, un graduato, è già stato identificato. Filmati e inchiodati alle loro responsabilità anche parte degli stranieri che sabato hanno rimpolpato le fila dei manifestanti, dando un maggior volume al corteo: alcuni di loro avrebbero partecipato ai disordini. Ma per avere provvedimenti servirà del tempo, dicono dalla questura.
VEDETTE ANTI BLINDATO
Nei guai finiranno anche le vedette che sabato giravano in bicicletta, precedendo il corteo e segnalando la presenza e il numero dei blindati, di agenti e la loro disposizione. Gli investigatori hanno filmato tutto. Si tratta di ragazzi che ora dovranno spiegare i motivi delle loro annotazioni che venivano fedelmente riportate al blocco nero. E poi ci sono quelli pizzicati vicino al Verano prima della partenza del corteo con gli zaini pieni di roba, una trentina sono fuggiti dalle mani dei poliziotti, altri quaranta sono stati identificati.
DANNI E SFREGI
Decine di scritte sui muri della città, vetrine sporcate e rigate con i taglia vetro. Anche i muri esterni della chiesa di Santa Maria della Vittoria alla fine di via Barberini sono stati sfregiati con la vernice rossa. E sempre in via Barberini sono comparse scritte contro papa Wojtyla che il 27 aprile sarà fatto Santo assieme a papa Giovanni XXIII. Una follia che ha dilagato a margine della manifestazione antagonista, seminando danni e devastazione, che i cittadini dovranno pagare.
fonte: http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=632020&sez=ITALIA&ssez=CRONACANERA
Posted: Gennaio 12th, 2014 | Author: SocialPolice | Filed under: Israele, Terrorismo, Twitter, UK | Commenti disabilitati su Gary Spedding deported from Israel and back in UK
A member of the Alliance Party’s youth wing has returned to the UK after being deported from Israel. | BBC News
Gary Spedding was held by immigration officials on Thursday after he arrived at Tel Aviv’s Ben Gurion airport.
Mr Spedding, 23, had travelled to Israel to meet Israeli politicians and non-governmental organisations (NGOs).
The Israeli embassy in London said Mr Spedding was denied entry into Israel because he “organised a violent protest” in Belfast.
‘Perplexing’
Mr Spedding, 23, was put on a flight bound for the UK on Friday evening after being detained overnight.
He told BBC News the authorities deported him and issued him with a 10-year ban from entering the country because of his campaigning on Twitter.
“I’m in contact with numerous Israeli activists. I’m very engaged with the Israeli and Palestinian peace movement,” he said.
“This seems to be the first time that the security and emigration at Ben Gurion airport have said that the reason they are giving is specific to my social media activities.”
Mr Spedding is originally from England but had spent the last number of years studying in Northern Ireland.
He was a member of the Palestine Solidarity Society at Queen’s University, Belfast.
Confidential documents
He has claimed that during his detention, the Israeli authorities examined his mobile phone and got access to personal contacts with his “Palestinian and Israeli friends” and “fellow activists”.
Mr Spedding also said the Israeli authorities viewed confidential Alliance Party submissions to the recent Haass talks, aimed at resolving outstanding issues in the Northern Ireland peace process.
Speaking to BBC Radio Ulster on Saturday, Mr Spedding said that he found the explanation given for his deportation “completely perplexing”.
“I’m an international activist, I’m not some huge, famous person or anything like that, so I can’t go into a country and organise protests.
“It’s not my country, it’s not my place to go into a different country and organise protests. The protest is already happening,” he said.
Mr Spedding told the BBC that he now intends to take legal action.
‘Threat to stability’
Alliance MP Naomi Long said Mr Spedding had been travelling in a personal capacity.
“He was detained on the basis that his campaigning for Palestinian rights was viewed by the authorities in Israel to be a threat to stability in that he could have arranged campaigns or protests while he was in the country,” she said.
“I think that was largely based on work that he had done, particularly campaigns led on social media.
“However, I was concerned to learn he had been detained and I was understandably worried for his welfare.
“I contacted the Foreign and Commonwealth Office on his behalf as soon as I learned of his circumstances and ensured he received consular assistance.
“I am glad he is safe and well,” Ms Long added.
A spokesman for the Israeli embassy in London said: “Mr Spedding’s entry into Israel was denied due to his involvement in organising a violent protest in Queens University, Belfast, in which an Israeli representative was attacked, and others were forced to take shelter to prevent being hurt.
“No country has an obligation to allow foreigners who have been involved in violent activities targeting its nationals to enter its territory.”
Posted: Luglio 26th, 2013 | Author: SocialPolice | Filed under: Azioni digitali, Twitter, Veneto | Commenti disabilitati su Hacker arrestato al mare a Rosolina: aveva “violato” il sito della Polizia
viaHacker arrestato al mare a Rosolina: aveva “violato” il sito della Polizia – Il Gazzettino.
ROVIGO – In manette sulla spiaggia: è stato arrestato a Rosolina Mare (Rovigo), mentre era in vacanza, il giovane milanese Alberto Viola, 26 anni, uno dei tre indagati nell’indagine della polizia Postale perchè accusato di accesso abusivo a sistemi informatici e di danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici. Il provvedimento restrittivo al giovane è stato notificato dagli agenti del commissariato di Chioggia e della Polizia postale di Venezia.
Nei suoi confronti e in quello degli altri coinvolti nell’inchiesta della procura romana gli investigatori hanno acquisito elementi probatori ritenuti concreti e inequivocabili che hanno permesso di ricostruire lo scenario criminale nel cui ambito gli indagati hanno pianificato e portato a termine diversi attacchi informatici anche contro i siti della polizia della Campania, di Imprendium (società mista Comune Milano, Regione Lombardia e Camera Commercio) che si occupa di imprenditoria femminile e contro la sezione del Pd di Bussero.it, ottenendo così il completo controllo dei server che gestiscono i siti.
Il Cnaipic ha avviato analisi tecniche sulle tracce informatiche lasciate nei server oggetto delle intrusioni, contestualmente ha svolto un’attività di monitoraggio dei principali canali Irc e dei maggiori social network (come facebook e twitter) solitamente utilizzati da persone dedite a tali tipi di attacco per la pubblicazione/rivendicazione delle proprie attività illecite, ottenendo importanti evidenze sulla reale identità dei “pirati informatici”.
Posted: Luglio 24th, 2013 | Author: SocialPolice | Filed under: Brasile, Riot, Twitter | Commenti disabilitati su La polizia che ti arresta in diretta su Twitter – Giornalettismo
La polizia che ti arresta in diretta su Twitter – Giornalettismo
L’ESORDIO – È un’iniziativa destinata a far discutere quella del Perfil Oficial da Policia Militar do Estado do Rio de Janeiro – Coordenadoria de Comunicação Social – CComSoc, subito doppiata in quello del Comando de Operações Especiais da PMERJ, le forze speciali della stessa polizia. Ieri hanno infatti diffuso una specie di diretta degli arresti, pubblicando un gran numero di video e di foto riprese al seguito degli scontri che a Rio hanno salutato l’arrivo del Papa.
TANTI DUBBI – Iniziativa discutibile perché rischia di produrre inutilmente “rumore” e ottenere effetti scarsi, in quanto sia la parzialità della fonte che il chiaro segno nella linea editoriale, potrebbero risultare irritanti per molti utenti del popolare social network. i poliziotti sono infatti tutti invariabilmente feriti e attaccati e i manifestanti sono tutti e invariabilmente colpevoli di violenze ai loro danni, anche per questo bisogna fidarsi della parola dei dipartimenti e la marcata parzialità dei toni e delle pubblicazioni non aiuta certo a rendere un’idea di autorevolezza o di credibilità.
DA SEGUIRE CON ATTENZIONE – Si tratta per ora di un’iniziativa isolata, i profili della polizia militare di altri stati non sembrano interessati dall’esperimento, tracce di riferimenti diretti alle proteste si trovano solo nel profilo di quella del Minas Geiras che invita “Manifeste-se em paz“, al manifestare pacificamente. L’approccio attivo dei comunicatori della polizia di Rio è quindi una novità locale nel confrontarsi con proteste che si svolgono senza soluzione di continuità in rete come nelle strade, una novità da osservare con attenzione, come sempre accade quando l’emanazione di un corpo militare prende la parola per rivolgersi senza filtro ai cittadini.
Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: SocialPolice | Filed under: Espressione, Twitter, UK | Commenti disabilitati su Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it
Woolwich, due arresti per odio su Twitter » Chiusi nella rete – Blog – Repubblica.it.
A ennesima conferma che la rete non è un «far west» in cui non ci sono regole o, se ci sono, non vengono applicate, giunge la notizia che due ragazzi di Bristol (rispettivamente 22 e 23 anni, scrive Channel 4) sono stati arrestati per tweet offensivi a seguito dell’omicidio a sfondo terroristico di Woolwich. I commenti, in particolare, inciterebbero all’odio razziale e religioso.
La polizia è stata allertata dagli utenti e ha agito in poche ore, dato che – dice l’ispettore Ed Yaxley – già alle 3.20 del mattino i due erano stati identificati. L’inchiesta prosegue, ma nel frattempo i ragazzi sono stati rilasciati su cauzione. L’ispettore ha motivato gli arresti sostenendo che quei commenti erano «completamente inaccettabili», un attacco a «una parte della nostra comunità» che le avrebbe procurato solo «ulteriore danno».
Gli arresti per commenti offensivi su Twitter non sono una novità. Anzi, in Gran Bretagna «centinaia di persone sono perseguite ogni anno per post, tweet, messaggi e email ritenuti minacciosi, indecenti, offensivi od osceni, e il numero cresce al radicarsi delle nostre vite online», scriveva l’Huffington Post lo scorso novembre.
Ciononostante, a seguito dell’omicidio-attentato di Woolwich diversi «esperti di sicurezza» hanno chiesto misure più severe contro «la predica dell’odio» estremista in rete, considerato una possibile fonte di ispirazione per gli assassini.
Gli arresti sono l’ennesima dimostrazione dell’infondatezza dell’ipotesi per cui in rete tutto sia concesso. Semmai, bisognerebbe chiedersi se non siamo in presenza di limiti troppo stringenti alla libera espressione dei cittadini online. Non a caso già ad agosto 2012 l’Oxford Internet Institute denunciava una mano troppo pesante del governo britannico contro troll e messaggi offensivi sul web. E quando il confine tra opinione e reato si assottiglia a questo modo, il risultato di norma non è più sicurezza – ma meno libertà.
Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: SocialPolice | Filed under: Terrorismo, Twitter, USA | Commenti disabilitati su USA, arrestati per messaggi fraintesi su twitter
PI: USA, il terrore cinguettato.
All’aeroporto di Los Angeles due cittadini britannici sono stati arrestati per aver annunciato su Twitter di voler distruggere l’America. Nell’accezione di far baldoria. La coppia di amici è ora tornata a casa
Roma – “Ragazzo, hai creato un vero casino con quel tweet!”. È la ramanzina fatta da un agente statunitense al giovane cittadino britannico Leigh Van Bryan, da poco atterrato all’aeroporto di Los Angeles insieme all’amica Emily Bunting. Più che una ramanzina, un interrogatorio durato cinque ore.
Poi le manette, la detenzione in due celle separate insieme agli spacciatori di droga messicani. Dopo una notte da incubo, Leigh Van Bryan e Emily Bunting sono stati scarcerati e rispediti a casa con il primo volo. Trattati alla stregua di pericolosi terroristi dagli ufficiali del Department for Homeland Security (DHS).
“Hai creato un vero casino con quel tweet!”. Poco prima di partire per una vacanza negli States, i due ragazzi avevano diffuso su Twitter alcuni inquietanti dettagli sul prossimo soggiorno. Per “distruggere l’America”, aveva cinguettato Bunting. Ma il termine destroy può anche essere usato con ironia, a significare “fare baldoria”.
Mentre Van Bryan aveva citato la celebre serie a cartoni animati I Griffin, annunciando l’intenzione di riportare alla luce la salma di Marylin Monroe. Propositi eccessivi per la Sicurezza Nazionale statunitense, in costante monitoraggio del flusso dei micropost sulla piattaforma di microblogging.
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