Cronache di controllo sociale

Ceriano, su Facebook con i vestiti delle rapine: arrestato – Qui Brianza

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Furto, Milano | Commenti disabilitati su Ceriano, su Facebook con i vestiti delle rapine: arrestato – Qui Brianza

Ceriano, su Facebook con i vestiti delle rapine: arrestato – Qui Brianza

La rapina l’aveva curata in ogni minimo dettaglio. Non si era però accorto che sul suo profilo di Facebook aveva pubblicato le sue fotografie con gli stessi vestiti indossati durante il colpo in farmacia. I Carabinieri l’hanno riconosciuto e arrestato.

Il malvivente sbadato è un 25enne residente in paese. Autore di una rapina il 15 febbraio ai danni di una farmacia di Caronno Pertusella. Cappellino bianco in testa, felpa con cappuccio, jeans con placche metalliche e scarpe scamosciate a punta, era entrato impugnando una pistola a tamburo. Se n’era andato dopo pochi istanti con un bottino di 850 euro facendo perdere le sue tracce.

Non si era però accorto che sulla sua pagina di Facebook aveva pubblicato fotografie con lo stesso look: i Carabinieri, che ormai stavano restringendo sempre più il campo delle indagini, lo hanno riconosciuto e arrestato.

Incastrato lui, si sono poi diretti a casa del suo complice, un 23enne residente a Cesano Maderno. Dopo un breve controllo hanno trovato nell’abitazione gli stessi vestiti utilizzati in occasione della rapina. Anche per lui è scattato l’arresto.


Modena, bullo arrestato dai carabinieri grazie a Facebook – Modena Online

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Emilia Romagna, Facebook, Furto | Commenti disabilitati su Modena, bullo arrestato dai carabinieri grazie a Facebook – Modena Online

Modena, bullo arrestato dai carabinieri grazie a Facebook – Modena Online

Ha picchiato, rapinato e minacciato un 16enne. Il riconoscimento grazie alla foto del profilo su social network.

MODENA – Bullo riconosciuto su Facebook e arrestato dai carabinieri per aver rapinato un coetaneo. E’ accaduto a Modena. Nei guai è finito uno studente marocchino di 17 anni, M.C. le sue iniziali, da tempo residente a Modena con la famiglia. Il 7 febbraio scorso uno studente di 16 anni di Modena ha denunciato ai carabinieri, accompagnato dai genitori, di essere stato avvicinato dallo sconosciuto in via Fabrizio De Andrè, mentre stava camminando sul marciapiede. Botte, spintoni e minacce: tutto per farsi consegnare uno smartphone Samsung. Non contento, lo minacciò intimato di consegnargli al più presto 50 euro, altrimenti lo avrebbe picchiato di nuovo insieme a 5 complici. Decisivo è stato, per il suo riconoscimento, il ruolo dei giovani modenesi interpellati dall’Arma: in poco tempo gli investigatori hanno individuato il suo profilo su Facebook e grazie alla foto è stato riconosciuto dalla sua vittima. A quel punto è partito l’ordine di cattura da parte della Procura dei Minori di Bologna.


Facebook: arrestato 13enne per un messaggio – Cadoinpiedi.it

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, India, Terrorismo | Commenti disabilitati su Facebook: arrestato 13enne per un messaggio – Cadoinpiedi.it

Facebook: arrestato 13enne per un messaggio – Cadoinpiedi.it

La polizia di Singapore ha arrestato un 13enne indiano che aveva pubblicato un messaggio sul suo profilo facebook minacciando di far esplodere più bombe in un resort di lusso, il Marina Bay Sands. Si tratta di una delle attrazioni turistiche più frequentate dell’isola.

Nel messaggio, l’adolescente, uno studente della Global Indian International School, aveva promesso una “grande, grande vendetta” .

Il giovane, studente alla Global Indian International School, è stato accusato di false minacce di stampo terroristico. Per il severo sistema giudiziario di Singapore, il reato è punibile con un massimo di cinque anni di reclusione.


Trovato ed arrestato tramite Facebook – Segugioinformatico

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Aggressione, Facebook, Latitante, USA | Commenti disabilitati su Trovato ed arrestato tramite Facebook – Segugioinformatico

Trovato ed arrestato tramite Facebook – Segugioinformatico

Si parla tanto di Privacy e di quanto facile sia conoscere i fatti personali di tutte le persone che condividono la propria vita e le proprie informazioni sui social network. Questa volta, grazie a Facebook la polizia newyorkese è riuscita ad arrestare Chris Crego (l’uomo nella foto sotto) nel 2009 arrestato per aggressione in un bar di Lockport (New York).

Dichiarato colpevole, Crego lascia lo Stato e non sconta la condanna. La polizia si mette alla ricerca del fuggiasco e riesce a trovare le informazioni sulla residenza del latitante proprio su Internet. Infatti, Crego ha pensato bene di informare gli amici preoccupati della sua assenza aggiornando il proprio profilo Facebook. Alle forze dell’ordine è bastato cercare Chris Crego su Internet per trovare subito il suo profilo facebook e la pagina di MySpace contenente tutte le informazioni utili alla cattura. Abbastanza stupido non solo per aver condiviso le informazioni sulla nuova residenza e gli orari di lavoro presso un’azienda che fa tatuaggi, ma anche per aver pubblicato un poster in cui faceva sapere a tutti che la polizia lo stava cercando.

“Se non fosse per i criminali come lui il nostro lavoro sarebbe molto più difficile,” ha detto il capitano Richard Podgers. La polizia ha anche lasciato un messaggio di ringraziamento sulla pagina Facebook di Crego comunicandone anche il suo arresto.

Crego ha una udienza 5 aprile, che ha intenzione di combattere.


Arrestato per spaccio ma sul profilo Fb spuntano torte alla marijuana – il tirreno

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Proibizionismo, Toscana | Commenti disabilitati su Arrestato per spaccio ma sul profilo Fb spuntano torte alla marijuana – il tirreno

Arrestato per spaccio ma sul profilo Fb spuntano torte alla marijuana – il tirreno

“RE del Moletto” è il soprannome di Carmine Zerella, 31 anni. Giallo sull’autenticità dei messaggi pubblicati sulla pagina“

LIVORNO. Arrestato per spaccio di droga avrebbe creato su Facebook un profilo con il suo nome di battaglia “RE del moletto”, all’interno del quale compaiono immagini di dolcetti alla marijuana, panetti di fumo, foto con le conseguenze delle nuove droghe e commenti e speranze in vista dell’imminente processo nel quale è imputato.

Quello che riguarda Carmine Zerella, 31 anni compiuti proprio ieri, potrebbe diventare, infatti, un altro caso pilota per l’universo giuridico che si occupa di Internet e dove mondo reale e mondo virtuale si intrecciano. Sfogliando il profilo “RE del Moletto”, infatti, non c’è alcun riferimento al nome del trentunenne, ma sia la data di nascita che la foto corrispondono alla persona.

Possibile che qualcuno abbia clonato l’identità dell’uomo implicato nel presunto maxi spaccio di sostanze stupefacenti scoperto dai carabinieri nel novembre scorso al moletto Nazario Sauro? «Se fosse così – spiega un avvocato penalista – sarebbe opportuno che la vittima presentasse immediatamente una denuncia affinché il profilo venga oscurato».

In vista del processo, infatti, una simile pubblicità potrebbe essere penalizzante agli occhi del giudice. Anche perché il profilo del “RE del Moletto” è una specie di inno all’uso di droghe leggere.


Deruba una casa, e ne approfitta anche per aggiornare il suo stato su Facebook… arrestato – Notizie dal mondo

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Furto, USA | Commenti disabilitati su Deruba una casa, e ne approfitta anche per aggiornare il suo stato su Facebook… arrestato – Notizie dal mondo

Deruba una casa, e ne approfitta anche per aggiornare il suo stato su Facebook… arrestato

La Facebook-mania ha messo nei guai un aspirante ladro, il 19enne Jonathan G. Parker, che entra nella classifica dei ladri più stupidi del mondo.

Infatti, il giovane di Fort Loudoun, Pennsylvania, si è introdotto in una casa da cui ha sottratto due anelli con diamanti, ma ha anche avuto la brillante idea di approfittarne per usare il computer della padrona di casa per controllare il suo profilo su Facebook.

La padrona di casa, alcune ore dopo, è tornata a casa e ha immediatamente chiamato la polizia, avendo trovato una finestra sul retro rotta.

La polizia è giunta sul posto e ha iniziato a fare le prime rilevazioni, che però si sono rivelate particolarmente semplici quando la padrona di casa si è accorta che non solo il computer era acceso, ma che chi lo aveva usato non aveva neppure fatto il log out dal profilo di Facebook, che era aperto in bella mostra. Gli agenti hanno immediatamente arrestato Parker.


Arrestato per mafia a Palermo, sul suo profilo facebook spunta una foto con Miccoli – Lecce News 24

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Mafia, Sicilia | Commenti disabilitati su Arrestato per mafia a Palermo, sul suo profilo facebook spunta una foto con Miccoli – Lecce News 24

Arrestato per mafia a Palermo, sul suo profilo facebook spunta una foto con Miccoli – Lecce News 24

Nuove grane per l’ex capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, nei giorni scorsi al centro dell’attenzione per una frase in cui definiva il giudice Falcone “un fango”. Spuntano su facebook delle foto insieme con Giacomo Pampillonia uno dei 24 arrestati all’alba di oggi nell’operazione antimafia che ha smantellato il clan di Porta nuova

Una foto su facebook, una come tante altre, con un ospite d’eccezione: Fabrizio Miccoli. Per un tifoso qualunque lo scatto un tempo sarebbe stato motivo di orgoglio da condividere con gli amici sul social network. Nulla di strano, dunque, se non fosse che il profilo in questione è quello di Giacomo Pampillonia, 27 enne, nome balzato agli onori della cronaca per essere uno dei 24 arrestati nell’operazione Alexander, che di fatto ha smantellato il clan di Porta Nuova.

«A casa mia con Miccoli» è il titolo dell’album pubblico aggiornato più di un anno fa che riaccende le polemiche dopo le frequentazioni dell’ormai ex capitano rosanero con Lauricella Jr, figlio di Antonio meglio conosciuto come “U Scintilluni”, arrestato nel settembre 2011 dopo un periodo di latitanza. Il numero 10 della squadra palermitana era stato criticato anche e soprattutto per una frase catturata durante una conversazione telefonica in cui definiva il Giudice Falcone «un fango». Un’intercettazione shock che lo aveva spinto a chiedere scusa durante una conferenza stampa e che glie era costata la revoca della cittadinanza onoraria di Corleone. «Avendo parlato del giudice Giovanni Falcone nei termini che abbiamo letto sui giornali era il minimo che si potesse fare» ha detto il sindaco Leoluchina Savona.


Usa, commento duro su fb, arrestato per terrorismo – Globallist.it

Posted: Luglio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Terrorismo, USA | Commenti disabilitati su Usa, commento duro su fb, arrestato per terrorismo – Globallist.it

Usa, commento duro su fb, arrestato per terrorismo

Finisce in carcere a 19 anni per aver scritto sul suo profilo di essere talmente pazzo da uccidere tutti i ragazzi di una scuola e di divorarne il cuore. Rischia fino a 8 anni.

Finisce in carcere per cinque mesi per aver scritto un commento sarcastico su Facebook, dopo una discussione su un videogame. È successo al 19enne Justin Carter, che ora rischia una condanna fino a otto anni.

La Cnn ha riportato che Carter è attualmente detenuto nella prigione di Comal County, in Texas, sotto lo stretto controllo delle autorità per l’alto rischio di suicidio.

Il ragazzo, in custodia da febbraio, potrebbe presto affrontare l’accusa di minaccia a sfondo terroristico, punibile appunto con la reclusione fino a otto anni. Poco prima di essere arrestato, l’allora 18enne Carter aveva commentato su Facebook, con alcuni amici, il videogame online “League of Legends”.

Riferendosi al gioco, un ragazzo lo aveva definito “pazzo e fuori di testa” e Carter aveva risposto “di essere talmente fuori di testa da uccidere tutti i ragazzi di una scuola e poi divorare il loro cuore ancora pulsante”.

Il 18enne aveva poi aggiunto al commento emoticon scherzosi, ma non è servito a nulla. Perché una donna canadese ha segnalato il commento alle autorità e i genitori del giovane si sono visti piomabre a casa la polizia che ha arrestato Carter con l’accusa di terrorismo.

Il giudice ha stabilito una cauzione di 500mila dollari “Un’assurdita – ha detto l’avvocato di Carter – quando per un omicidio ci sono cauzioni da 150mila dollari”. On line c’è una petizione per liberare Justin Carter che ha ha già raccolto oltre 35mila adesioni “troppi giovani subiscono arresti o sono in carcere a causa della legge anti terrorismo che impedisce loro la libertà di parola garantita dal primo emendamento” si legge nella petizione.


Ordinazioni di droga via Facebook e mail: 43 arresti – Quotidiano Net

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Facebook, Proibizionismo, Roma | Commenti disabilitati su Ordinazioni di droga via Facebook e mail: 43 arresti – Quotidiano Net

Ordinazioni di droga via Facebook e mail: 43 arresti – Quotidiano Net.

Roma, 5 luglio 2013 – Ordinazioni di droga tramite Facebook, chat rooms e email: erano questi gli strumenti di comunicazione utilizzati da due organizzazioni criminali albanesi specializzate in traffico internazionale di droga, estorsioni e sequestri di persona. Persino le decisioni operative venivano discusse e comunicate avvalendosi della rete Internet.

A porre fine ai loro affari ci hanno pensato i carabinieri di Torino, che hanno arrestato 43 affiliati che operavano in sei regioni italiane (Lazio, Lombardia, Umbria, Piemonte, Toscana e Veneto).

I vertici delle due organizzazioni fornivano sostegno logistico ai corrieri e assistenza legale ai membri arrestati. I proventi del narcotraffico, centinaia di migliaia di euro, sono stati investiti nel mercato immobiliare in Albania, Toscana e Piemonte.


Messina, esami facili: sei arresti

Posted: Luglio 6th, 2013 | Author: | Filed under: Corruzione, Facebook, Sicilia | Commenti disabilitati su Messina, esami facili: sei arresti

Messina, esami facili: sei arresti – Cronaca – Tgcom24.

12:40 – La direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito ordinanze cautelare nei confronti di sei persone indagate nell’ambito di un’inchiesta su esami facili all’università di Messina. La Dia ritiene di avere scoperto un’organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e agli esami universitari. Ai vertici del gruppo ci sarebbe un calabrese ritenuto legato a esponenti della ‘ndrangheta locale.

Gli arrestati nell’operazione ”Campus” della Dia a Messina sono: Antonio Domenico Montagnese, 50 anni, che era stato indagato nell’ambito dell’operazione denominata ”Panta Rei” condotta nel contesto delle indagini svolte sull’omicidio del prof. Matteo Bottari, Marcello Caratozzolo, di 47, docente di Statistica e matematica nell’ateneo messinese, Santo Rando Galati, detto Dino, 57 anni, ex consigliere provinciale a Messina, accusati di di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata alla corruzione, al traffico illecito di influenze, al millantato credito, al voto di scambio e ad altri delitti con la pubblica amministrazione; Salvatore D’Arrigo, 59 anni, accusato di tentata estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso.

Altre due persone indagate sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Montagnese e’ anche accusato di usura, e tentativo di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso insieme agli altri tre arrestati. Montagnese e D’Arrigo sono stati portati in carcere gli altri due sono stati posti ai domiciliari.

Minacce ai docenti che “non ci stavano” – ”Se tu ti vuoi prendere gli esami senza fare un cazzo.. e..senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare…non c’e’ niente da fare e’ cosi’…e’ questo il sistema… quello si caca di sotto e’ tutto la il discorso…bisogna andare a minacciare…bisogna andare a minacciare e saperlo fare…perche’ se no, sei fottuto”. E’ uno dei dialoghi intercettati della Dia di Antonio Montagnese. ”E poi c’e’ il metodo Caratozzolo…. – continua Montagnese – Caratozzolo va’.. dice: ‘questo e’ un amico..un..cosa..vediamo che possiamo fare.. parapi’..parapu”’.

”Il consistente e variegato tessuto relazionale nel quale l’organizzazione criminale ha potuto progettare i propri ambiti di operativita’ – dicono gli investigatori – è connotato da autorevoli nomi di docenti, che il sodalizio ha ritenuto a disposizione per attuare una vera e propria modalita’ di azione attraverso i seguenti metodi: ‘avvicinamento’ dei docenti; corruzione anche mediante piccole regalie in grado di ‘ammorbidire’ l’atteggiamento di quei docenti più esigenti ma parimenti sensibili alla ‘premura’; minaccia dei docenti, conseguendo l’effetto di una vera e propria intimidazione in grado di garantire il risultato finale del superamento dell’esame, qualora le condizioni (i rapporti con il docente interessato, ovvero la scarsa preparazione del candidato) non consentissero di procedere mediante un piu’ cauto ‘avvicinamento’ e suggerissero un’azione decisa e risolutoria”.